Padre G. Buonomano - Istituto Paritario Bianchi dei Padri Barnabiti

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Padre G. Buonomano

Il Bianchi

NECROLOGIO DEL PADRE GIOVANNI BUONOMANO

Napoli, Chiesa di Santa Maria di Montesanto, 19 febbraio 2012



Padre Giovanni Buonomano nacque a San Felice a Cancello, in provincia di Caserta, il 10 ottobre 1950. Il 12 novembre successivo fu battezzato nella chiesa parrocchiale di San Felice Martire. Il 7 luglio 1957 ricevette il sacramento della confermazione.
Compì gli studi elementari nel paese natio, dove pure frequentava la chiesa e l’oratorio dei Barnabiti. Chierichetto, i Padri scorsero in lui i segni della vocazione, e nel 1961 lo indirizzarono alla Scuola apostolica di Trani, dove frequentò la prima media. Per completare la scuola media e il ginnasio fu mandato ad Arpino, la patria di san Francesco Saverio Maria Bianchi.
Il responsabile della sua formazione così lo presentava ai Superiori: «La sua pietà è sincera ed è evidentemente inclinato alle cose sacre. Si interessa di liturgia e sa anche accompagnare all’armonium i canti sacri. Di carattere non è molto forte … Tuttavia è serio e nella sua vocazione è quanto mai deciso» (30 aprile 1966).
Come si usava a quel tempo, subito dopo il ginnasio, quindi quando aveva appena sedici anni, fece il noviziato, proprio a San Felice a Cancello, ed ivi emise la prima professione dei voti religiosi il 30 settembre 1967. Per il liceo fu inviato al Collegio San Francesco di Lodi, ma vi attese soltanto alla prima classe. Quelli, nonostante fossimo nel mitico Sessantotto, erano anni di abbondanza di vocazioni: le due case di formazione in Lombardia non erano sufficienti ad accogliere tanti studenti; e fu così che i Superiori decisero di aprire un altro studentato liceale a Napoli per gli studenti provenienti dalle regioni meridionali. Tra i "fondatori" dello studentato di Posillipo c’era anche il nostro Giovanni, che così terminò il liceo e si diplomò al Collegio Denza nel 1970.
Si trasferì quindi a Roma, nel nostro Seminario teologico internazionale, allora pullulante di giovani religiosi.
Frequentò la Pontificia Università Urbaniana, dove compì un anno di filosofia e tre di teologia. Fu in quegli anni che lo conobbi; io avevo sedici-diciassette anni e lui era poco più che ventenne. Veniva nella mia parrocchia di San Carlo ai Catinari a fare catechismo; ma, a differenza di altri studenti, che, terminata la lezione di catechismo, se ne tornavano in seminario al Gianicolo, lui si era inserito nel nostro gruppo giovanile, era entrato a far parte del coro parrocchiale, e qualche volta andavamo a mangiare una pizza insieme. Nel 1974 conseguì il baccellierato in sacra teologia (summa cum laude). E in quello stesso anno, non so se per sua iniziativa o per volontà dei Superiori, si trasferì negli Stati Uniti per continuare gli studi teologici presso l’Immaculate Seminary and College di Northampton, in Pennsylvania. L’impatto con un mondo così diverso da quello nel quale era abituato a vivere fu duro, tanto che l’anno successivo rientrò in Italia. E nella sua San Felice fu ordinato sacerdote il 16 novembre 1975, festa della Madonna della divina provvidenza, per le mani di Sua Ecc. Mons. Placido Cambiaghi.
Doveva completare la sua formazione teologica, per cui si iscrisse alla Facoltà teologica dell’Italia meridionale, sezione "San Luigi" di Posillipo. Ma ben presto i Superiori gli chiesero di recarsi nella nuova fondazione di Scilla, in Calabria.
Per la Congregazione quella fondazione non ebbe molto successo, tanto è vero che fu chiusa dopo pochi anni, ma per il giovane Padre Giovanni fu un’esperienza pastorale, per quanto breve, assai utile. Nel 1978 conseguì la licenza in sacra teologia con specializzazione biblica (magna cum laude). Nel frattempo aveva iniziato la sua attività educativa presso il Collegio Denza.
Ma ecco che nel 1982 gli fu proposto di tornare in America; lui accettò, e fu un’altra musica: non solo questa volta si inserì bene nell’ambiente, ma in pochi anni si immedesimò con quella cultura, al punto che ancora adesso era solito ripetere, scherzosamente: "Noi, in America…". Ebbe tre destinazioni: la Bethlehem Catholic High School in Pennsylvania; l’Our Lady of Fatima Shrine di Lewiston, vicino alle cascate del Niagara; e la Parrocchia dell’Assunzione di Stoney Creek, in Canada.
Nel 1986 rientrò definitivamente in Italia; e, nel 1988, si laureò, con la votazione di 110 su 110, in lingue e letterature straniere moderne presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Nel 2000 conseguì ben due abilitazioni all’insegnamento della lingua inglese; e, l’anno successivo, l’abilitazione all’insegnamento della lingua francese. E tali lingue effettivamente insegnò, insieme con la religione, nelle classi del Denza. Del nostro Collegio di Posillipo, nel 2000, divenne anche Rettore, succedendo al Padre Lamonica, costretto a lasciare per motivi di salute. Passava per un "duro"; in realtà vagheggiava una scuola seria, senza compromessi.
Nel 2004 scese al Bianchi, dove fu incaricato della chiesa di Santa Maria di Caravaggio e della causa di beatificazione del venerabile Castelli, continuando a insegnare al Denza. Nel frattempo però la malattia aveva incominciato a minare il suo organismo, tanto che fu costretto a subire un delicato intervento chirurgico. Era perfettamente riuscito; ma si tratta pur sempre di interventi che lasciano inevitabili strascichi. Nel 2007 subentrò al Padre Riillo nella direzione dell’Istituto. Anche in questo caso, impiegò tutte le sue energie per portare il Bianchi a livelli di eccellenza, sia sul piano educativo che sul piano didattico. L’anno scorso, quando arrivai a Napoli, fu molto contento di sentire il mio giudizio sul Bianchi: "Una scuola seria, in linea con le migliori tradizioni barnabitiche". Naturalmente la responsabilità, con le tensioni che inevitabilmente comporta, continuò a minare la sua salute. Fu per questo che, al termine dello scorso anno scolastico, chiese ai Superiori di poter essere sollevato dalla direzione dell’Istituto, per potersi dedicare più agevolmente alla cura della propria salute. E quest’anno — devo dire la verità — lo vedevo più sereno. Era soprattutto contento di poter insegnare l’inglese, oltre che ai ragazzi del primo anno superiore, anche ai bambini della scuola elementare. In comunità parlava e scherzava volentieri. Non per questo però si preoccupò maggiormente della propria salute. Avrebbe voluto farlo dopo la festa di san Francesco Saverio Maria Bianchi, ma era arrivato il freddo a complicare le cose. Già l’anno scorso, durante l’inverno e la primavera, aveva avuto gravi problemi di respirazione.
Quest’anno il quadro generale si era ulteriormente debilitato. A ciò si aggiungano alcuni grossi dispiaceri, che cercava di celare, ma che contribuivano ad aggravare la situazione. Tutti, compresi i ragazzi, ci eravamo accorti che le cose stavano precipitando, anche se lui diceva che stava bene e continuava a insegnare. Ci eravamo interessati per un immediato ricovero, ma era troppo tardi. Venerdì scorso, non vedendolo scendere per la cena, siamo andati a cercarlo e lo abbiamo trovato esanime in camera. Aveva 61 anni di età, 45 di vita religiosa, 36 di sacerdozio. Il Signore, buono e misericordioso, accolga la sua anima in paradiso e gli conceda quel riposo e quella pace che, soprattutto negli ultimi anni, non ha potuto godere su questa terra.
Ringrazio, anche a nome dei miei confratelli, tutti coloro che hanno espresso il loro cordoglio e manifestato la loro solidarietà.
Il Padre Provinciale e tutti i sacerdoti che hanno concelebrato; il Padre Generale, impossibilitato a intervenire, perché a letto con la febbre; Sua Ecc. Mons. Antonio De Luca, che ieri ha visitato e benedetto la salma; i confratelli che hanno inviato le loro condoglianze; le Suore Angeliche e le altre religiose che partecipano a queste esequie; i Docenti del Bianchi e del Denza, che hanno avuto Padre Giovanni come loro collega e preside; il personale non-docente; tutti gli Alunni, gli Ex-Alunni e le loro famiglie qui presenti; i medici che lo hanno curato. Grazie a tutti per esserci stati vicini in questo momento di prova.
Una parola di conforto e di solidarietà anche alla Famiglia qui presente. Il Signore vi benedica e la Madonna vi accompagni.
E anche tu, caro Padre Giovanni, continua ad accompagnarci dal cielo con la tua preghiera.
Veglia soprattutto su questi ragazzi, che ti erano stati affidati, e che non puoi abbandonare proprio ora che avevano bisogno di qualcuno che li guidasse con sicurezza verso la vita. Veglia su questo Istituto, che ti stava tanto a cuore. Veglia su ciascuno di noi, finché non ci ritroveremo tutti insieme lassù a cantare per sempre le lodi di Dio. Amen.


                                                                                                                         PADRE GIOVANNI SCALESE     
                                                                                                                      Rettore dell’Istituto Bianchi

 
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