La bibilioteca - Istituto Paritario Bianchi dei Padri Barnabiti

Vai ai contenuti

Menu principale:

La bibilioteca

Il Bianchi


Biblioteca “P. VINCENZO CILENTO

Dalla fondazione (ottobre 1870) l’Istituto Bianchi ha gestito un ingente patrimonio librario, il quale nasceva sia dalle necessità di aggiornare i campi d’interesse della Comunità, primo fra tutti quello dell’insegnamento, che dalla presenza di fondi antichi, provenienti dalle collezioni dei precedenti Istituti partenopei .

Oggi, alla chiusura di un complesso scolastico gestito dai Barnabiti, la biblioteca viene smembrata e i testi suddivisi tra le altre case, secondo criteri ritenuti di volta in volta più idonei. Così è accaduto in passato anche per gli attuali fondi antichi dell’Istituto Bianchi.

Nel fondo antico troviamo soprattutto esemplari di argomento religioso: Vangeli, dizionari, Lettere dei Padri della Chiesa, ecc.. Bisogna arrivare all’Ottocento per poter parlare di una collezione veramente ricca, collezione appartenente fin dalla nascita al Collegio Bianchi. La sede della sala della Biblioteca è variata nel tempo a seconda delle necessità che è stato doveroso affrontare. Inizialmente poteva esser situata nello stesso luogo ove sorgeva la sala della Biblioteca dei Padri Carmelitani, cui il complesso apparteneva prima che fosse acquistato dai Padri Barnabiti. Questa sistemazione iniziale non deve esser durata a lungo poiché, già prima dell’inaugurazione del nuovo Collegio dei Padri Barnabiti, furono eseguiti dei lavori di restauro. Nel volgere di pochi anni, però, aumentando la fama dell’Istituto scolastico, si rese necessario eseguire ulteriori lavori di ampliamento dell’edificio. All’alba del XX secolo la sala si trovava già al secondo piano, dove si trovano gli uffici della Presidenza e della Segreteria. Probabilmente era situata in quella che oggi è comunemente chiamata Sala delle Elementari. I lavori per approntarla, decisi nel 1900, dovevano esser terminati prima dell’estate del 1902; sono infatti così riportati, nel mese di giugno dello stesso anno, negli Atti della Casa.

Il 25 maggio 1915, i Padri del Collegio dovettero sgombrare i locali, perché questi dovevano essere utilizzati come Ospedale per gli ufficiali reduci di guerra. Non è chiaro, dagli Atti della Casa se, per l’occasione, i testi furono spostati; ciò che è immediatamente comprensibile è che tutti quei volumi che servivano per lo svolgimento delle attività didattiche furono trasferiti con le scuole presso le sedi provvisorie.

Passati gli anni difficili della guerra e dell’immediata ricostruzione che l’aveva seguita, non si fa più menzione della Biblioteca fino al dicembre del 1927. Si tratta di una data piuttosto importante per la storia della  nostra biblioteca: si decide di aprirla a tutti gli allievi e non solo ai Convittori.

Durante l’anno 1929, al termine del mandato di Bibliotecario del Padre Badoglio, venne effettuata quella che sembra esser stata la prima importante acquisizione per la Biblioteca, L’Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere e Arti dell’Istituto Treccani. Di nuovo cadde il silenzio sulla nostra Biblioteca che ricomparve a cavallo tra gli anni ’40 e ’50 del ‘900, anni in cui si arricchiva di opere importanti.

È questa l’epoca in cui Padre Vincenzo Cilento, Rettore dell’Istituto e docente universitario, dava alle stampe i suoi volumi su Plotino, facendo dono di una copia alla Biblioteca della Comunità, la quale si trovava ancora al piano degli uffici di Presidenza e di Segreteria. Essa, pur ampia, non era più adatta a contenere la mole di libri, che ormai arrivavano ad affollare persino il corridoio antistante: così almeno nei ricordi sia dei Padri che degli Ex- alunni. In effetti, nell’ottobre del 1964, allorquando il Padre Lavaia tornava al Bianchi, con l’incarico di Superiore e Preside, gli fu presentata la lista dei lavori più urgenti. Tra le opere di rinnovamento e miglioramento suggerite dai Padri, la prima necessità segnalata fu la costituzione di una sala per la Biblioteca.

I lavori portarono alla costruzione dell’attuale sala che si apre su due piani ed è collegata attraverso due piccole sale su piani mezzani. Dei due ingressi uno si trova al piano della Presidenza, in fondo alla Sala di ricevimento, l’altro è al piano delle scuole medie.

Attualmente la collezione consta di circa 30 mila volumi, la maggior parte della quale risale al secolo XX . In questi ultimi anni si sta aggiornando la classificazione, usando per i libri recenti la catalogazione decimale Dewey e usando un’altra catalogazione per il fondo antico del Settecento e  dell’Ottocento.

Contenuti Attuali


Grande rilievo ha assunto la sezione Narrativa (italiana e straniera) con circa 2500 libri a motivo del notevole approccio alla lettura da parte dei bambini, ragazzi e adolescenti (la sezione è divisa, naturalmente, per argomenti e fasce d’età).

La sezione d’Italiano occupa il primo posto in biblioteca come numero di libri, seguita dalla sezione storica e filosofica; importanti collezioni latine e greche (Belles Lettres) formano anch’esse parte del patrimonio  della Biblioteca.   Non manca una importantissima sezione di Storia dell’Arte (per es. I maestri del Colore, Ed. Fabbri  e i testi Bologna e Gombrich).

Sono presenti, inoltre, molte Enciclopedie per consulta (Treccani, UTET, Garzanti, Britannica, ecc.) e altre tematiche, proprie dell’utilizzo delle diverse classi.

(Fiammetta Terzani, ex-alunna)

 
Torna ai contenuti | Torna al menu