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Lamonica
Effremo
Sant’Eramo in Colle 4 Febbraio
1938 - Napoli 8 Maggio 2003
Al Bianchi: dal 1966 al 1986 –
dal 1988 al 1996 Rettore: dal 1988 al 1996 La dolcezza Il mio ultimo incontro con il carissimo
padre Efrem Lamonica è di pochi giorni fa; un incontro durato pochi minuti,
fatto più di sguardi e di introspezioni reciproche che di parole; anzi le poche
parole, dopo i ringraziamenti per la visita, sono state di meraviglia per le
mie ripetute visite di quei giorni. Forse si era insospettito di qualcosa che
avrei voluto comunicargli, ma di cui non avevo il coraggio, per non turbarlo;
qualcosa che io e gli altri ritenevamo non di sua conoscenza, sbagliando
evidentemente, Certamente
p. Efrem conosceva bene la sua situazione di salute, ma non voleva darlo a
vedere e soprattutto, nella sua grande riservatezza non desiderava che gli
altri, a cominciare dai suoi cari e dai confratelli, potessero preoccuparsi e
soffrire per lui. Quale
grande forza d’animo ha dimostrato a tutti noi! E stato sulla breccia, vale a
dire all’altare, sulla cattedra, sul palcoscenico fino all’ultimo; facendosi
grande forza si è alzato ogni giorno di buon mattino, nonostante tutto, per
seguire la Comunità e andare a scuola, fino al giorno stesso della sua
dipartita. Ha
desiderato fortemente in questi ultimi giorni che si rappresentasse la commedia
preparata da un gruppo di suoi amici, restando, il giorno prima della morte,
ormai stanco ed esausto, fino a tarda notte, per condividere con loro e con
tanti altri amici, momenti di estrema cordialità ed amicizia. Ancora una volta,
così facendo, ha voluto mettere da parte il suo stato di salute sofferente,
quasi volendo fare illudere gli altri, che egli stesse bene. Durante
tutta la sua vita terrena ha esercitato nel silenzio, però con passione, il suo
ministero sacerdotale. E che dire dei suoi insegnamenti di Storia e Filosofia
nei licei del Bianchi e del Denza! La sua indole poi di cultore di musica e di
teatro, gli ha permesso di dedicare gran parte del suo tempo libero a queste discipline,
utilizzate come strumenti di rapporti interpersonali e di comunione con alunni,
famiglie, amici. Padre
Efrem, uomo, educatore e sacerdote riservato ed essenziale, con la sua subitanea
dipartita ci ha lasciato davvero sbigottiti. L’essenziale per il padre Efrem,
come per ogni sacerdote, è stato Cristo. Il sacerdote infatti è colui che «
agisce in persona Christi, cioè non solo a nome di Cristo, ma nella sua
specifica, sacramentale identificazione col sommo ed eterno sacerdote che è
l’autore ed il principale soggetto del suo proprio sacrificio nel quale, in
verità, non può essere sostituito da nessuno» (Giovanni Paolo II “Ecclesia de
Eucharistia”) Solo
un breve tratto della vita del padre Efrem mi preme presentarvi. Dopo
la nascita avvenuta a Sant’Eramo in Colle (Ba) il 4 Febbraio 1938 e alla
rinascita battesimale, un momento importante ed essenziale per lui è stato
quello della sua scelta vocazionale. Partì,
ancora decenne, nell’ottobre 1948 per la Scuola Apostolica dì Arpino
(Frosinone), unendosi a tanti suoi compagni di classe ed ebbe come maestri i
pp. Di Campli, Colombo, Miedico, De Nittis e Fr. Peppino Zuzzaro. Fu
accolto dal p. Romualdo D’Alessio nel 1953 nel noviziato di S. Felice a
Cancello e da qui passò nel 1954, ormai professo semplice nell’Ordine dei
Barnabiti, allo studentato filosofico fiorentino, dove ebbe come docenti i pp.
Caporali, Carcano e Parenti, dimostrando già negli studi liceali il suo amore
per la filosofia. Passò quindi allo studentato teologico romano per completare
la sua preparazione al sacerdozio, sotto la guida dell’indimenticabile p.
Giovanni Bernasconi; fece la professione solenne a S. Felice a Cancello nel
1959 e fu ordinato sacerdote a Roma il 17 febbraio1962. Le
tappe successive furono: - Arpino
(Frosinone) come prima destinazione a contatto diretto, nella direzione
spirituale e nella scuola, con ragazzi e giovani che si preparavano alla vita
religiosa e sacerdotale. - Istituto
Bianchi, dove fu a completa disposizione di ragazzi e giovani nel ministero educativo
—scolastico (sono gli anni 1966 — 1982), in collaborazione con religiosi di
grande vita spirituale e di profonda preparazione culturale (ricordo i padri
Cilento — Mirizzi — Cerbone —Don Mosè e tanti altri). - Il
Denza nel 1982 lo ebbe Superiore, Rettore e Preside. Un ambiente nuovo per lui,
di responsabilità, dove evidenziò subito le sue qualità e doti di sacerdote, di
uomo di cultura, di organizzatore abile e fantasioso. - Nel
1988 ritornò al Bianchi, assumendo anche qui l’incarico di Superiore, Rettore e
Preside e dove rimase fino al 1996, quando ritornò al - Denza,
con gli stessi incarichi di responsabile della Comunità religiosa e fino aI
2000 anche della scuola. Una
vita, la sua, non molto lunga di anni, però piena di donazione di sé come
sacerdote, come educatore di generazioni di ragazzi e giovani, come docente di
storia e filosofia, come guida sicura e ferma dei nostri due Istituti
scolastici, come trascinatore dì ragazzi e non, per l’arte musicale e teatrale. Non
sono mancati negli anni in cui ebbe responsabilità, contatti diretti con la
Chiesa locale, nelle persone del nostro
Cardinale Arcivescovo, che di lui ha avuto conoscenza personale e grande stima;
contatti con i vescovi ausiliari, con parroci e sacerdoti della Chiesa napoletana. Nel
concludere queste brevi note desidero sottolineare l’importanza della sua
famiglia nella sua storia di uomo e di sacerdote: innanzitutto la sua carissima
mamma Carmela, la sorella ed i fratelli, i nipoti e tanti altri parenti sempre
a lui molto vicini ed attenti. Quanta
semplicità ed affettuosità evidenziata dalla mamma, anche nelle piccole cose: i
dolci ad esempio preparati con tanta cura ed affetto che p. Efrem distribuiva
ai confratelli e non solo; questo ed altro, segni di un piccolo mondo antico
che sempre più va scomparendo. Ricordo
e ringrazio in questo momento il p. Generale, p. Giovanni Villa, che ha desiderato
essere presente a questa liturgia; il p. Scalese, assistente generale, i
sacerdoti presenti, confratelli Barnabiti dì varie comunità e sacerdoti
Diocesani; tutti ci sono vicini in questo momento di profondo dolore per i
Barnabiti di Napoli e per la nostra Provincia religiosa dell’Italia Centro —
Sud. Ringrazio le famiglie, i docenti, il personale e gli alunni del Denza per
questa corale partecipazione, come anche gli ex alunni e le famiglie e gli
alunni dei Bianchi, sempre molto vicini al padre Efrem. Ringrazio infine tutti
coloro che hanno espresso a me e ai confratelli del Denza le condoglianze per
questa dipartita del p. Efrem. Un
grande ringraziamento da parte mia come Superiore Provinciale, va a questa Comunità
del Denza, per tutte le attenzioni usate verso padre Efrem ed in genere verso i
confratelli ammalati e sofferenti, che essi spesso hanno accolto nella loro
comunità. Che
Iddio, datore e Signore della vita, accolga nel suo Regno di luce infinita il
nostro confratello Efrem, sicuri che egli, alter Christus, possa ricordarsi di
ciascuno presso il Trono dell’Altissimo. Sia egli presso Dio per noi, supplice,
e ci ottenga quanto il nostro cuore desidera. (Pasquale Riillo,
Commemorazione tenuta durante le esequie, al Denza, il 12 maggio 2003) |